Forniamo una vasta scelta di funzioni e servizi innovativi,

tra cui il monitoraggio della manutenzione per i nostri impianti,

il servizio di tele-gestione, il pannello di controllo touch screen per verificare

tutte le fasi di funzionamento in modo automatico e molto altro ancora.

IL PROCESSO

DESCRIZIONE DEL CICLO DI TRATTAMENTO

La normativa prevede che i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo siano confezionati in un doppio contenitore:

  • interno anche flessibile, generalmente costituito da un sacchetto in nylon
  • esterno rigido, che può essere:
      • monouso, costituito da una scatola in cartone
      • riutilizzabile, costituito da un contenitore in polietilene o in polipropilene

     

Inoltre, all’interno dei medesimi contenitori vengono raccolti, una volta riempiti, i contenitori rigidi destinati ai rifiuti taglienti e/o pungenti.

L’impianto è provvisto di un carrello di carico che può essere alimentato dall’alto, con sistema automatico, introducendo al suo interno contenitori monouso “tal quali” e/o il contenuto dei contenitori ri‐utilizzabili.

Il riempimento del carrello dà inizio alla fase di preparazione dei rifiuti per il successivo invio alla fase di sterilizzazione.

Le due fasi sono processi batch che possono svolgersi contemporaneamente, ovvero durante il processo di sterilizzazione è possibile avviare la preparazione di un nuovo carico di rifiuti.

Le unità SERIE ECO-S non necessitano di utenza alla rete fognaria.

Le unità SERIE ECO-S sono state progettate in modo da non produrre liquidi di scarto fine ciclo.

CICLO AUTOMATICO DI PREPARAZIONE

CARICO

Il carrello di alimentazione (1) viene sollevato e ribaltato all’interno della tramoggia di ingresso (3) dei rifiuti nell’impianto. Conclusa l’operazione di carico, la tramoggia viene chiusa prima dell’avvio della successiva fase.

TRITURAZIONE

La triturazione avviene mediante un trituratore a coltelli (5) a 4 assi dotato di sistema automatico anti‐bloccaggio. Il rifiuto fuoriesce al di sotto del trituratore attraverso una griglia che consente di ottenere la pezzatura desiderata. Durante l’operazione viene inserita, all’interno della tramoggia di carico, una soluzione disinfettante finalizzata a sanificare la tramoggia stessa.

ACCUMULO

Il rifiuto triturato viene accumulato in un vano di stoccaggio (8) che alimenta la coclea di trasferimento (9) verso la camera di sterilizzazione. Il vano di stoccaggio, oltre ad omogenizzare il carico sottoposto a triturazione, regola, tramite sensori di riempimento, l’introduzione di nuovi rifiuti al trituratore. Il ciclo automatico di preparazione avviene mantenendo la tramoggia di carico in depressione in modo da evitare la fuoriuscita di componenti emissive.

BATTERIA FILTRANTE

Il flusso aspirato dal gruppo filtri (6) viene trattato mediante:

un pre‐filtro;

un filtro HEPA;

un filtro a carboni attivi.

Tale sistema di trattamento delle emissioni consente di ottenere un flusso conforme agli standard imposti per l’aria negli ambienti di lavoro. Essendo tali standard più restrittivi di quelli previsti per le emissioni in atmosfera, il convogliamento può avvenire sia nell’ambiente dove è installato l’impianto che all’esterno.

CICLO AUTOMATICO DI STERILIZZAZIONE

TRASFERIMENTO

Il rifiuto accumulato nel vano di stoccaggio viene inviato alla camera di sterilizzazione (13) mediante la coclea di trasferimento progettata per trasferire i rifiuti sanitari in ingresso. I sensori di riempimento, asserviti al vano di stoccaggio, consentono di verificarne il completo svuotamento tramite un PLC di controllo (12).

STERILIZZAZIONE

Concluso il trasferimento dei rifiuti, la camera di sterilizzazione viene chiusa mediante una valvola di intercettazione appositamente progettata e viene avviato il ciclo termico. Il vapore umido, prodotto dal generatore di vapore (10), viene flussato all’interno dei rifiuti, mantenuti in movimento. La combinazione di flussaggio e movimento consente la penetrazione del vapore umido in tutta la massa in trattamento. Mediante tale sistema è possibile raggiungere, all’interno della massa dei rifiuti in trattamento, temperature elevate che consentono la sterilizzazione completa. Le condizioni tempo/temperatura del ciclo automatico vengono definite in sede di configurazione di ogni singolo impianto in funzione di: tipologia di rifiuti trattati, livello di umidità, potenzialità d’esercizio, ecc.

ASCIUGATURA 

Dopo la fase di sterilizzazione la camera viene riportata alla pressione atmosferica attraverso la valvola di sfiato del vapore. Successivamente, viene creata una depressione che consente l’evaporazione dell’umidità residua. Tale evaporazione implica anche un raffreddamento del rifiuto.

SCARICO RIFIUTO STERILIZZATO

Il rifiuto triturato, sterilizzato ed asciugato viene scaricato tramite un’apposita valvola di scarico in un contenitore idoneo al suo stoccaggio e/o alla sua successiva movimentazione tramite un’ulteriore coclea di invio ad un sistema di confezionamento. L’esperienza sui rifiuti sanitari a rischio infettivo italiani mostra che il condensato di risulta ha caratteristiche idonee per lo smaltimento in pubblica fognatura (D.Lgs. 152/2006 – parte terza, allegato V, tabella 3). L’impianto è installato su telaio autoportante in profilati di acciaio (14) che ne consente una semplice e rapida installazione, ha un ingombro minimo e richiede una potenza elettrica e idraulica installata, con un consumo per ciclo di trattamento variabile, in funzione delle tipologie e quantità di rifiuti trattati.

SCARICO TRAMITE COCLEA CON SISTEMA PNEUMATICO DI MOVIMENTAZIONE

Bollini-22
Coclea di scarico 001

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI “Aldo Moro”

Convalida secondo quanto disposto dalla norma UNI 10384/94, effettuata dal Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Il prof. Giuseppe Signorile afferma che “nessuna spora è sopravissuta nei diversi cicli monitorati” e che i parametri analizzati delle acque di scarto “rientrano nei limiti previsti dal D.Lgs 152/06 e possono essere scaricati in rete fognaria”.

RIFIUTO STERILIZZATO

CARATTERISTICHE DEI RIFIUTI IN USCITA

In conformità a quanto previsto dall’art. 11 del D.P.R. 254/2003, i rifiuti sanitari sterilizzati, classificati utilizzando il codice CER 191210 – combustibile derivato da rifiuti (CDR),

“…possono essere avviati in impianti di produzione di CDR o direttamente utilizzati come mezzo per produrre energia…”

Il rifiuto in uscita dall’impianto SERIE ECO-S, sterile e ridotto in volume in pezzatura fine, può essere facilmente confezionato, immagazzinato in deposito temporaneo ed avviato direttamente a impianti che possono utilizzarlo per produrre energia, ovvero a impianti di produzione di CDR/CSS che ne sfruttano l’elevato potere calorifico per migliorare la qualità del loro combustibile.

RECUPERO ENERGETICO

Nell’ambito della valutazione progettuale sarà, inoltre, valutata l’ipotesi di dotare l’impianto di un sistema di recupero energetico del CDR prodotto che potrà eventualmente ricevere rifiuti di cui al codice 191210 anche da altri impianti di produzione dello stesso. In tal modo si ritiene possibile un elevato recupero di energia da utilizzarsi sul posto per alimentare il processo di gestione e sterilizzazione dei rifiuti.

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